Commissione europea: proposta per divieto assoluto di reti da posta derivanti

Dalla palamitara alla spadara, adesso la proposta di divieto totale tocca anche alle reti da posta derivate. Una proposta certo che affonda le sue radici negli anni ’90, portando l’UE ad adottare una serie di disposizioni volte a vietare e ridimensionare l’uso di tale tipo di rete, ma che tuttavia si è ritornati sul tema in questi giorni. Infatti la Commissione europea, in una nota del comunicato stampa dello scorso 14 Maggio, ha comunicato di “intendere vietare la pesca con qualsiasi tipo di rete da posta derivante in tutte le acque dell'UE a partire dal 1° gennaio 2015”. 

Ciò permetterebbe non solo di garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse (principalmente per il tonno e il pesce spada) ma permetterebbe anche di mitigare o annullare l'impatto negativo sulle specie protette. Difatti l' uso di queste reti comporta impatti ambientali significativi , in termini di aumento di catture indesiderate, in particolare , di cetacei, tartarughe di mare e uccelli marini. 

Le reti da posta derivanti sono reti da pesca lasciate alla deriva – libere di spostarsi seguendo le correnti - sulla superficie del mare o in prossimità della stessa per catturare specie di pesci che si trovano nella parte superiore della colonna d'acqua. Sebbene già nel 1992 la legislazione dell’UE imponeva un utilizzo di reti da posta derivate la cui dimensione individuale o addizionata non doveva essere superiore a 2,5 km, dal 2002 tutte le reti da posta derivanti, indipendentemente dalle dimensioni, sono state vietate nelle acque dell'Unione se destinate alla cattura di specie altamente migratorie come il tonno e il pesce spada. 

Tuttavia, l'attuale quadro legislativo dell'UE ha dato prova di carenze e lacune. La natura artigianale dei pescherecci in questione e il fatto che essi non operano congiuntamente nelle stesse zone consentono di sfuggire più facilmente al monitoraggio, al controllo e alla corretta applicazione delle norme. Continuano ad essere segnalate attività di pesca illegali con reti da posta derivanti condotte dai pescherecci dell'Unione e quest'ultima è stata oggetto di critiche con riguardo al rispetto degli obblighi internazionali applicabili. Per l’appunto , continuano a essere segnalate diverse assunzioni accidentali di specie protette in diverse regioni dell’UE in particolare nel Mar Mediterraneo. 

A rimarcare le carenze dell’attuale quadro legislativo, Maria Damanaki, Commissario europeo per gli Affari marittimi e la pesca, che ha così dichiarato: "La pesca con reti da posta derivanti distrugge gli habitat marini, mette in pericolo la fauna marina e minaccia di compromettere la pesca sostenibile. Sono convinta che l'unico modo per eliminarla definitivamente sia disporre di norme chiare che non lascino spazio ad interpretazioni. Dobbiamo colmare eventuali lacune e semplificare il controllo e l'applicazione della normativa da parte delle autorità nazionali. Ciò consentirà anche in definitiva di salvaguardare la sussistenza dei pescatori che hanno applicato le norme negli ultimi anni. Il divieto vuole essere un chiaro messaggio che non saranno più tollerate pratiche irresponsabili." 

 

In allegato la “Recensione del regime comunitario delle reti da posta derivanti pesca su piccola scala”.

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