Pesca e Turismo: il binomio che crea opportunità all’economia della pesca

Ci sono numerose ragioni che dimostrano come la sviluppo del turismo possa essere incoraggiato dalle attività locali di pesca, e che a sua volta dimostrano come le comunità di pesca possa trarre grandi opportunità e profitti da settore turistico. 

Le ragioni del binomio sono semplici da comprendere. Basti pensare che oggi, rispetto al passato, la situazione attuale turistica risulta profondamente cambiata. Da un lato oggi i turisti non si accontentano più del sole e della spiaggia: vanno sempre più alla ricerca di attività ed esperienze che sorpassano l’esperienza turistica tradizionale . Dall’altro le zone di pesca possiedono mezzi per poter attirare e coinvolgere maggiormente i visitatori. Infatti oltre al mare, alle belle spiagge e alle attività tradizionali ricreative, le località marittime offrono del buon pescato fresco e in abbondanza oltre a un ricco patrimonio culturale legato alla pesca. 

Dunque, sembra quasi necessaria una maggiore cooperazione tra i Flag (Gruppi di azione locale pesca) e gli attori economici locali, in modo che l’offerta turistica della località di pesca possa sensibilmente evolversi e includere tutto un insieme di attività, rendendo il territorio maggiormente attrattivo e concorrenziale. 

Secondo il Farnet infatti, per attirare i visitatori, le zone di pesca devono innanzitutto soddisfare le condizioni di base necessarie allo sviluppo del turismo: essere in grado di offrire degli alloggi (hotel, camere d’hotel, camping ecc) e dei luoghi per la ristorazione (ristoranti e bar specializzati in pesce e frutti di mare), che siano facilmente raggiungibili (strade, trasporti pubblici, bici e piste ciclabili). Ma, se questi servizi offerti sono essenziali, essi non sono sufficienti per essere concorrenziali alle numerose altre destinazioni presenti sul mercato. Le zone di pesca devono infatti offrire qualcosa in più - oltre che qualcosa di unico - che renda quindi una semplice vacanza in una esperienza. 

Analizzando le varie strategie, la maggior parte dei Flag hanno tentato di identificare le risorse che potrebbero rendere il loro territorio particolarmente attrattivo per i visitatori, in particolare: 

  • le risorse naturali ( il paessaggio, il mare, piante, specie animali, gli abitanti autoctoni, ecc); 
  • le attività ricreative, in particolare quelle legate all’acqua e alla pesca ( pesca sportiva, stabilimenti balneari, immersione, la navigazione privata da diporto, ecc); 
  • le particolarità della pesca locale, le sue tradizioni e il suo patrimonio ( antiche strutture dedicate alle attività di pesca, navi, porti, ecc);
  • creare infrastrutture e attività innovative come gli ittiturismo o la pescaturismo. 

Senza dubbio la maggior parte dei Flag presenti negli Stati membri riconoscono che sia importante sostenere i progetti di investimento delle infrastrutture. 

In un recente comunicato sulle sfide e le opportunità del turismo costiero e marittimo nell’UE, la commissione europea ha sottolineato l’importanza delle zone costiere come privilegiata destinazione turistica: circa il 51% dei pernottamenti in hotel sono concentrate nelle regioni costiere, che è la meta prediletta del 60% degli europei per le vacanze. Impiegando direttamente nel settore circa 2,6 milioni di persone, il turismo è nell’Ue la più importante attività economica marittima. Per cui non stupisce che i Flag abbiano citato il turismo tra le loro priorità strategica. 

Dunque il turismo potrà divenire un importante risorsa supplementare per la comunità di pesca.

 

Per maggiori informazioni del caso di studio, consulta l'allegato della Commissione Europea.

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