Tendenze Ittico: timida crescita dei consumi domestici di prodotti ittico. Segni positivi anche per l’export.

Nei primi otto mesi del 2014 i consumi domestici di prodotti ittici hanno mostrato una lieve ripresa, con un incremento, seppur contenuto, della domanda di prodotto fresco. E’ quanto viene reso noto nel trimestrale di analisi e previsioni del settore ittico siglato Ismea. 

Difatti, i primi otto mesi del 2014 hanno confermato la crescita dei consumi domestici di prodotti ittici – già peraltro registrata a partire dal I trimestre di quest’anno - anche se l’incremento continua ad essere modesto, attestandosi intorno all’1% (per l’esattezza, +1,1% in volume nel periodo in esame). 

Entrando nel dettaglio, si rileva la crescita - ancora timida ma in consolidamento - degli acquisti di prodotti freschi (+0,7% in quantità rispetto al periodo gennaio-agosto 2013, +0,4% in valore) mentre, per quanto riguarda i prodotti trasformati, appaiono stabili i consumi di surgelati (a fronte del calo dei naturali, si rafforza la crescita dei prodotti preparati); la domanda di conserve e semiconserve registra una crescita inferiore al 2%, gli acquisti di secco, salato e affumicato, trainati in particolare dal baccalà, segnano un incremento superiore al 12%.

All’interno del fresco, relativamente alle specie più acquistate, si riscontra un lieve aumento, rispetto al corrispondente periodo del 2013, dei consumi di salmoni, mitili, pesce spada, spigole e alici. Il calo della domanda ha interessato in particolare le vongole; seguono le sardine, le seppie, le orate, i polpi e le trote. 

Per il periodo gennaio-agosto 2014, i dati del Panel famiglie Gfk-Eurisko confermano la lieve ripresa della componente domestica della domanda interna di prodotti ittici (+1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2013). Alla crescita dei consumi dei prodotti conservati e di quelli secchi, salati e affumicati, si è aggiunto anche l’aumento, seppur contenuto, della domanda di prodotto fresco. 

Non mancano lievi note positive sull’esportazioni. Secondo i dati Istat elaborati da Ismea si riaffermano, nel periodo gennaio-luglio 2014, i sensibili incrementi delle esportazioni in volume di orate e spigole fresche o refrigerate trainate essenzialmente dalla domanda tedesca (+99,2% per le orate, +130,2% per le spigole). 

Tra gli altri principali prodotti freschi esportati, hanno evidenziato una buona performance dal lato dei volumi anche i mitili, le sardine (Francia e Spagna sono stati i principali mercati di destinazione, con incrementi delle richieste rispettivamente del 41,1% e del 5,3%), le alici e le trote. 

Per quanto concerne la categoria dei prodotti trasformati, il tonno in scatola rimane in assoluto il principale prodotto esportato, con un aumento del 20,6% dei volumi inviati oltrefrontiera rispetto al periodo gennaio-luglio 2013 (in particolare, verso la Grecia e la Germania). Si segnalano, inoltre, in netto incremento le forniture di filetti di trote freschi o refrigerati - in aumento, in particolare, sono risultate le richieste provenienti da Svizzera (+16,8%), Polonia (+43,1%) e, soprattutto, Germania (+574,2%) - e del caviale (con un exploit sul mercato lettone).

 

Per una visione dettagliata del III trimestre del settore ittico, scarica il documento originale Ismae.

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